Piano di rilancio del comparto del turismo golfistico nazionale

In Italia ci sono 136 campi da golf in possesso di almeno 18 buche ai quali si aggiungono altri 96 campi affiliati con 9 buche, un totale di 234 impianti da golf con vocazione turistica.
Al termine della stagione 2019 i campi da golf italiani potevano contare su circa 500.000 green fee stranieri pari ad entrate provenienti da turisti stranieri per circa 30 milioni di Euro, considerando un costo medio di 60 Euro.
Questi 500 mila green fee corrispondono a circa un milione di pernottamenti (un turista golfista gioca a golf un giorno su due) pari a circa 60 milioni di Euro, anche qui considerando un costo medio per notte di 60 Euro a persona.
In un viaggio di golf all’estero la spesa per green fee ed alloggio rappresenta normalmente il 50% della spesa totale di un turista mentre il rimanente 50% contribuisce ad arricchire l’indotto locale.
Possiamo quindi affermare che alla fine del 2019 il valore del mercato del turismo golfistico in Italia era circa di 180-200 milioni di Euro.
Ora, per colpa della pandemia da corona virus l’intero settore del turismo golfistico italiano è completamente azzerato e senza aiuti pubblici non è difficile prevedere la chiusura e la cessazione dell’attività da parte di molti campi da golf italiani con vocazione turistica.
Ricordiamo che nei campi da golf italiani a 18 buche lavorano in media 30 persone fra addetti al campo, addetti alla segreteria, addetti alla ristorazione, addetti agli spogliatoi, maestri di golf, segretari e direttori. Nei campi da golf a 9 buche la quota di lavoratori è circa la metà di quella nei campi a 18 buche, circa 15 persone.
I 234 campi da golf turistici italiani danno quindi lavoro a quasi 6.000 persone che rischiano seriamente di perdere il loro posto di lavoro se non ci sarà un urgente intervento pubblico a supporto del settore.